Recensioni

Sand Land, la recensione: l’ultima opera di Akira Toriyama

Ventiquattro anni dopo l’originale uscita nella rivista Weekly Shonen Jump di Shueisha, Sand Land ottiene finalmente la sua prima trasposizione videoludica, in un titolo che permette al grande pubblico di conoscere le avventure del Principe dei Demoni Beelzebub che, insieme al suo fidato amico Thief e all’anziano sceriffo Rao, partono alla ricerca di una soluzione per la grave siccità che ha colpito la nazione di Sand Land in seguito ad una guerra combattuta tra le fazioni dei Ribelli e dell’Esercito Reale.

Sand Land, alla luce della recente morte di Akira Toriyama, risulta essere una delle ultime opere in cui possiamo ammirare l’arte del maestro autore di Dragon Ball. Saranno riusciti Bandai e ILCA a rendere giustizia ad una delle opere più sconosciute dell’ormai compianto maestro?

Che cos’è Sand Land?

Prima di passare alla recensione del titolo vero e proprio, è doveroso parlare delle origini di quest’opera che, come detto in precedenza, è una delle meno conosciute del maestro Akira Toriyama.

Il manga di Sand Land è stato pubblicato, in origine, nel lontano 2000 sulla rivista Weekly Shonen Jump, dal numero 23 di giugno fino al 37 di settembre dello stesso anno, per un totale di soli 14 capitoli. Questi 14 capitoli vennero poi racchiusi in un unico volume pubblicato nell’11 novembre 2000.

Se in Giappone il fenomeno Sand Land era già scoppiato, in Italia purtroppo il titolo non conobbe molta fama, anche perchè fu pubblicato solamente da Star Comics nel numero 98 del monografico Storie di Kappa, nel 2002.

Venti anni dopo dalla sua uscita, esattamente l’8 dicembre 2022, Bandai ha pubblicato il primo teaser trailer della trasposizione cinematografica del film di Sand Land, mentre il 17 dicembre dello stesso anno venne diffuso il primo trailer in occasione del Jump Festa 2023. Sebbene il film fosse uscito solo nelle sale giapponesi il 18 agosto 2023, il 12 gennaio 2024 Star annuncia di aver acquisito i diritti di distribuzione all’estero del film, e che sarebbe stato distribuito sotto forma di serie anime da Disney+ nei Paesi al di fuori degli Stati Uniti.

Nel mezzo di quella che potremmo definire come “Sand Land-mania”, fu annunciato il videogioco durante il Summer Game Fest 2023, mentre, nello stesso anno, fu ripubblicato il manga originale del 2000 sottoforma di due nuovi edizioni, con nuove pagine totalmente a colori e episodi inediti.

Una storia di demoni e uomini

Sand Land è una regione desertica in cui, in seguito ad una guerra civile combattuta tra Ribelli e Esercito del Re, l’acqua scarseggia ed è considerata il bene più prezioso. Nonostante la popolazione e la maggior parte dei villaggi siano in perenne difficoltà di reperire quantità di acqua sufficiente per tutti, il generale dell’esercito, Zao, con l’aiuto del sovrano fantoccio del regno, si occupa di distribuire soltanto piccole razioni alla popolazione, tenendo tutta per sé una fonte inesauribile di acqua, chiamata, secondo alcuni, “Sorgente leggendaria”.

In questo mondo, tuttavia, gli umani non sono l’unica razza esistente, e già dalle prime sequenze del gioco veniamo a conoscenza dell’esistenza di un villaggio popolato da demoni in cui vive il nostro protagonista: il leggendario Principe dei Demoni Beelzebub. Un giorno, un vecchio sceriffo di un villaggio senza più acqua, chiamato Rao, decide di chiedere aiuto ai demoni, per partire alla ricerca della Sorgente leggendaria del re, per poter dare alla popolazione una fonte d’acqua totalmente gratuita.

Ed è così che Rao, Beelzebub e l’anziano demone esperto in furti Thief, danno inizio alle vicende di Sand Land, viaggiando in lungo e in largo nell’inospitale deserto di Sand Land, in cui affronteranno tremente avversità, ma in cui faranno anche nuove amicizie. Ai tre, nel videogioco, si aggiungerà anche una ragazza misteriosa di nome Ann, personaggio il cui focus nella storia sarà legato soprattutto ad una terra sconosciuta nel manga originale: Forest Land.

Una trama sbrigativa e fin troppo superficiale

Nonostante la trasposizione dal manga sia estremamente fedele, estesa in alcuni punti sia per motivi di gameplay che di trama stessa, il problema più grande di Sand Land è lo stesso che si portava dietro dal manga: in alcuni parti sembra troppo sbrigativo. In particolare, alcuni aspetti della trama, che potevano essere maggiormente approfonditi grazie al videogioco, rimangono incompiuti, come per esempio la questione dello sceriffo Rao e i Picchi, molto importante a livello di trama, e che risulta essere una tragedia su più livelli.

La trama originale si conclude in circa una decina di ore, perdendosi anche in qualche missione secondaria (che consigliamo di non ignorare quando si presentano, offrono davvero delle storie interessanti, anche se con fin troppi clichè, ndr). Per quanto riguarda invece i contenuti inediti, vengono aggiunte le vicende della nazione confinante Sand Land: Forest Land. Questa parte sarà molto incentrata su Ann, un personaggio inserito totalmente da zero nella trama, insieme alla città di Spino, che fungerà da quartier generale del nostro simpatico team di eroi.

Le vicende di Forest Land riportano purtroppo le stesse criticità della trama originale, risultando estremamente sbrigative e superficiali e racchiudendo l’intera esperienza di gioco in circa venti ore. Completando invece tutte le missioni secondarie disponibili, il tempo di gioco si allunga sensibilmente, arrivando anche intorno alle trentacinque ore. Alla conclusione dell’esperienza ci è rimasta un po’ la sensazione di amaro in bocca, come se si potesse osare di più, anche se l’estrema semplicità delle due aree di gioco non lasciano troppo spazio alla fantasia.

Le missioni secondarie, oltre ad offrire delle storie interessanti, ci permettono di migliorare la città di Spino, in origine quasi completamente disabitata, popolandola con vari tipi di personaggi quali mercanti, fabbri, ristoratori ecc. Tuttavia, esse non portano dei veri e propri motivi per essere completate: risultano completamente slegate dalla trama principale, e sono utili soltanto nel reperire oggetti per migliorare i nostri veicoli.

Un gameplay divertente ma “vecchio”

Lato gameplay, per Sand Land parliamo di un titolo action adventure open world, costruito principalmente sui combattimenti, sull’utilizzo dei veicoli e sull’esplorazione. Se durante le prime ore di gioco gli scontri si basano principalmente sul meele (quindi sul corpo a corpo), sfruttando un sistema di combattimenti estremamente basilare, non passerà molto tempo prima che la simpatica combriccola entri in possesso di un carro armato, utilizzabile a sua volta in battaglia e per l’esplorazione.

Proprio nel momento in cui otterremo il carro armato verremo a conoscenze del lato stealth del gioco, estremamente semplicistico, che si baserà sull’infiltrarsi nelle basi nemiche alla ricerca di tesori nascosti, facendo attenzione a non farsi scoprire. Non abbiamo trovato molto senso a questa scelta, poiché non mancheranno momenti in cui ci si butterà a capofitto negli scontri contro l’esercito reale, nei posti di blocco per esempio.

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Il nucleo del gioco si baserà molto sull’alternanza tra combattimenti corpo a corpo e veicolari, soprattutto sfruttando le capacità uniche di ogni singolo veicolo: se il carro armato è molto votato all’azione, la moto risulta essere molto utile nell’esplorazione per via della sua estrema velocità, mentre il Salta-bot risulterà essenziale durante le esplorazioni dei dungeon (molto semplici e quasi sempre uguali, ndr). La varietà dei veicoli è uno dei pezzi forti del gioco: sono molti, e ognuno di essi presenta delle caratteristiche uniche di cui tenere conto durante il “building” di essi.

Durante gli scontri più impegnativi potranno venirci in aiuto i nostri alleati, con abilità uniche che ognuno di loro possiede, sbloccabili attraverso Punti abilità ottenibili ogni volta che si sale di livello, in una sorta di “albero delle abilità”.

Per quanto riguarda l’esplorazione, nonostante alcuni dungeon risultino più interessanti rispetto ad altri in quanto di level design, lo stesso purtroppo non si può dire delle mappe principali, molto estese ma prevalentemente vuote, e calcolate per contenere semplici missioni secondarie, materiali o qualche nemico sparso.

La seconda zona, la verdeggiante Forest Land, è forse più estesa della prima, ma non per questo più divertente da navigare. Per fortuna ci vengono in aiuto alcuni veicoli estremamente rapidi, oltre alla funzionalità di “viaggio rapido”, che permettono di arrivare agli obiettivi in un lampo, nonostante le distanze da percorrere siano in alcuni casi notevoli.

Personaggi semplici, ma estremamente convincenti

Se la trama di Sand Land in alcuni punti risulta essere criticabile, lo stesso non si può dire per quanto riguarda i protagonisti delle vicende, personaggi semplici, ma estremamente convincenti, e che racchiudono tutto lo spirito dell’arte del maestro Akira Toriyama.

Partiamo dal protagonista, Beelzebub, il principe dei demoni, un personaggio a sua detta malvagio, che dovrebbe incutere timore e paura in chiunque entri in contatto con lui, ma che in realtà risulta essere estremamente buono e desideroso di fare del bene per le altre persone (anche se lui non vuole farlo vedere, ndr). Beelzebub a me ha ricordato molto il primo Goku di Dragon Ball, ignorante su tante cose sul mondo degli umani, ma sempre pronto ad aiutare gli altri, e soprattutto estremamente puro di cuore.

Passiamo ora allo sceriffo Rao: egli ha un passato molto difficile, di cui non possiamo dirvi molto, poiché estremamente importante per quanto riguarda la trama. Possiamo solo dirvi che anche lui si batte sempre per aiutare il prossimo, nonostante, a sua detta, egli è peggio dei demoni. Ed è proprio questo che Sand Land vuole trasmettere, di non fermarsi alle semplici apparenze: nel mondo creato da Akira Toriyama, i demoni sono riconosciuti come i principali colpevoli delle vicende che hanno ridotto in rovina la nazione, come a voler trovare un capro espiatorio delle malefatte compiute dagli umani. Questo è il messaggio che vuole lasciare il titolo: talvolta gli uomini sanno essere peggio dei demoni.

Per ultima voglio parlare di Ann, una ragazza misteriosa, proveniente dalla nazione di Forest Land. Anche qui non posso sbilanciarmi troppo con la sua storia, ma anche lei ricorda tantissimo un personaggio di Dragon Ball, per la precisione la prima Bulma: una ragazza appassionata di tecnologia, in grado di costruire i veicoli che i nostri protagonisti utilizzeranno nel corso dell’avventura.

Un comparto tecnico di discreta fattura

Il punto forte del comparto tecnico di Sand Land è senza ombra di dubbio il cel shading: i personaggi sono super dettagliati, sembra veramente di vedere prendere vita il manga, anche grazie ad un doppiaggio inglese e giapponese di ottima fattura. I colori sono veramente tanto accesi, e anche l’ambientazione riesce a fare la sua indubbia figura in alcuni casi: viaggiare di notte nelle vaste lande desolate di Sand Land risulta essere un’esperienza davvero magica.

Si può criticare tuttavia la pigrizia in certi ambiti da parte degli sviluppatori, soprattutto per quanto riguarda i menù, ma anche alcune scelte di interfaccia utente: i sottotitoli, senza dovuti accorgimenti nelle impostazioni, in alcuni casi risultano illeggibili, le mappe, sia di Sand Land che di Forest Land, nel menù sono pressoché identiche in fatto di colori e conformazioni, nonostante la vegetazione di Forest Land sia nettamente differente.

In fatto di animazioni, se in alcuni casi risultano estremamente fluide (soprattutto durante le cutscene, ndr), nei semplici dialoghi sembrano estremamente antiquate: personaggi immobili, espressioni che riescono a trasmettere ben poche emozioni, nonostante i personaggi abbiano un grandissimo potenziale, soprattutto Beelzebub.

Un titolo a metà

In conclusione, Sand Land è un titolo che cerca di fare un po’ di tutto, senza però eccellere in qualcosa di particolare.

Le attività secondarie non mancano assolutamente: le missioni secondarie permettono di conoscere dei personaggi nuovi che andranno mano a mano a popolare la cittadina di Spino, che fungerà da quartier generale per i nostri protagonisti, ma alla lunga possono risultare ripetitive ed estremamente tediose. Apprezzabili invece gli extra inseriti, come gare a tempo e taglie da riscattare sconfiggendo nemici pericolosi, anche se totalmente separate dalla trama principale.

Il gameplay lo abbiamo trovato molto divertente: le animazioni per il combattimento melee sono estremamente fluide, mentre le caratteristiche uniche dei vari veicoli permettono di variare le nostre strategie in base alle necessità.

Nonostante la trama sia molto interessante e piena di potenzialità, poiché racconta di temi estremamente diversi da quelli di altre opere di Toriyama quali Dragon Ball e Arale, molto più maturi e seri, in alcuni frangenti sembra essere raccontata con eccessiva superficialità, rischiando di perdere i messaggi che vuole far passare.

Sand Land, la recensione: l’ultima opera di Akira Toriyama
Gameplay e Longevità
8
Comparto Grafico e sonoro
7
Coerenza e cura del dettaglio
7.5
Pros
Personaggi unici e riconoscibili
Gameplay divertente e frenetico
L'arte di Akira Toriyama nel suo splendore
Cons
Trama talvolta troppo superficiale
Tante attività secondarie, ma non eccellenti in nulla
Un mondo di gioco vasto, ma troppo vuoto
Un comparto tecnico talvolta troppo "vecchio"
7.5
VOTO
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Armando De Simone

Mi presento, mi chiamo Armando, amante della tecnologia e dei videogiochi fin da bambino. Sono un grandissimo appassionato di giochi di carte, soprattutto Yu-Gi-Oh!, e di videogiochi a carattere horror, in particolare la saga di Resident Evil, con il quarto capitolo in cima alla classifica dei miei videogiochi preferiti.

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Armando De Simone
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