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4 chiacchere con… DadoBax: videogiochi tra passato e futuro

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Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di parlare per una buona oretta con DadoBax spaziando tra argomenti più o meno recenti, fino a scoprire qualcosa di più delle sue origini (sia come YouTuber che come videogiocatore).
Qui sotto trovate il video integrale della nostra chiacchierata, più sotto, invece, un riassunto diviso in argomenti con qualche aggiunta e riflessione “a posteriori”.
Buona lettura/visione!

Primo videogioco “consapevole” e non

La prima domanda (dopo l’avermi chiesto quando rilascerò Death Stranding, giustamente) è stata “il primo videogioco”.
Il buon DadoBax ha distinto ben due tipologie: il primo videogioco in assoluto ed “il primo videogioco consapevole“.

Per quanto riguarda la prima categoria, parliamo di Prince of Persia, il primo, “quello storico” di Jordan Mechner.
(E questo mi ha fatto abbastanza sorridere… per capire di che parlo date uno sguardo alle prime righe della biografia autore qui sul sito)

Per la seconda, invece, cambiamo totalmente genere e parliamo di SimCity: giocato in modo talmente consapevole (come potrete sentire più nel dettaglio guardando il video), tanto da riuscire a spiegare lui stesso come funzionasse il gioco a suo padre, che invece lo aveva introdotto al leggendario action/platform citato prima.

Nascita e percorso del canale YouTube

Questa passione, come ormai possiamo notare, non si è fermata ai palazzi di SimCity: dapprima come attività secondaria affiancata all’Università d’Ingegneria Informatica, poi successivamente come attività principale.

Il suo percorso e stile nei video è molto simile a tutti quelli dei grandi “parlatori di videogiochi” italiani: non a caso, secondo il parere di molti (che condividiamo) ne fa parte.
Insieme ai colleghi del suo “settore specifico”, cioè, di quelli che raccontano di videogiochi, eleva costantemente il medium videoludico (e chi ne fa parte) attraverso riflessioni e discussioni di alto livello, contribuendo attivamente ad alzare l’asticella della professionalità italiana, in quest’ambito.

DadoBax vs Tanzen

Parlando proprio di persone di qualità, nel settore italiano, come non citare il Tanzen Antonio Fucito e la loro collaborazione.

Per chi non lo conoscesse, “il Tanzen“, è uno dei massimi esponenti del giornalismo videoludico in Italia.
Dopo aver lasciato MultiPlayer.it, sito per cui ha lavorato numerosi anni, ha fondato un nuovo progetto chiamato gameplay.cafe: tra le varie cose, troviamo una “rubrica” con protagonisti proprio DadoBax ed il Tanzen, chiamata DadoBax vs Tanzen.

A tal proposito, Corrado ci racconta che ha conosciuto la figura del Tanzen dopo la recensione di The Last of Us. Curioso, dopo aver amato e spolpato il titolo, ha cercato i pareri emanati dalle varie testate giornalistiche, rimanendo particolarmente colpito dalla “versione” di Antonio… per lui è stato un onore essere in seguito contattato direttamente da Fucito per questo progetto.

Giochi che “ti cambiano come videogiocatore”

A proposito di The Last of Us, abbiamo parlato di e distinto, i videogiochi che “ti cambiano come videogiocatore” e “quelli belli”.

Da quanto dedotto da questo pezzo della live, si possono distinguere queste due categorie.
E per parlarne, abbiamo usato 2 dei giochi preferiti di Corrado: TLOU e Dark Souls.

Il titolo rude e crudo di From Software, ti cambia la concezione del videogioco: effettivamente ti costringe a cercare e scovare informazioni, quanto più possibile… cosa che magari è possibile fare anche in altri giochi, che però non te lo fanno notare, non costringendoti a farlo.
Mentre, con la pietra miliare di Naughty Dog, questo non avviene, pur rimanendo un action-adventure story driven superbo che tuttavia, lasciando da parte ogni parere soggettivo, non ti cambia la concezione dei videogiochi.

Aspettative e realtà

Ci siamo poi concentrati sulla differenza tra la realtà e il peso delle aspettative nella valutazione di un prodotto: quante volte giochi seppur belli, sono stati flop mostruosi solo perché promettevano più di quanto si potesse giocare?

Esempio che viene citato da me stesso, è Watch Dogs: gioco davvero ottimo, ammazzato da downgrade grafici e gameplay meno corposo e rifinito rispetto a quanto promesso.

Google “game-changer”

Oh… caso curioso.

Il video è stato registrato prima dell’annuncio da parte di Google del servizio Stadia… eppure non siamo andati per nulla lontani dalla realtà.

Google ci ha mostrato un VERO potenziale Game Changer: come ipotizzato da DadoBax farà uso di cloud ed intelligenza artificiale!
Tutti qui eravamo abbastanza positivi e d’accordo che il cloud sia il futuro del gaming, magari da affiancare al classico binomio retail/console.

Game as a Service (GAaS)

I Game as a Service… molti li amano ed altri li odiano.

Parliamo di giochi come Destiny 1/2, Anthem e The Division 1/2, nello specifico, qui arriviamo alla conclusione che lo scetticismo riguardo questa formula è dato dal fatto che non ci sia un vero e proprio esempio da seguire. Purtroppo, chi più chi meno, tra i giochi citati e non solo, non ci sono veri e propri GAaS che ti facciano dire: “Sì, questi giochi si fanno così”.

Copia fisica o digitale?

Avviandoci verso la fine, ecco il ritorno di una diatriba bella accesa: copia fisica o digitale?

Beh, siamo andati per una via “neutrale”: una pacifica convivenza e complementarietà. Alla fine perché riempire scaffali di casa quando posso metterci solo quelli principali ed a cui ci tengo a comprare/avere la versione fisica, magari in edizione speciale?

La “console perfetta”

Qui entriamo nella parte delle congetture e delle idee più disparate: Corrado si lancia alla ricerca della console perfetta.

Il risultato è una console/servizio come Stadia sulla carta, ma con i giochi gratis, con le pubblicità all’interno (anche se, ufficialmente, anche Stadia non ha ancora prezzo…) e la possibilità di comprare un abbonamento/gioco alla volta, per togliere questo limite ed accedere a dei vantaggi.

Che dire… molto interessante, sarebbe un sogno: “si andrebbe ad eliminare la delusione del Day One”.

Remake e remastered

E si conclude con un po’ di nostalgia: come saranno i remake e le remastered sulle console/sui servizi del futuro?

Raffaele ipotizza anche una remasterizzazione di intere librerie di giochi, per varie console… ne vale la pena?

Secondo noi no, assolutamente… meglio cavalcare la nostalgia con titoli singoli (o in gruppi, piccoli) che sai che faranno colpo sugli utenti: un’operazione di remake/remastered è davvero delicata.

Feel the VideoGames!

In conclusione, questa chiacchierata con il buon DadoBax, è stata davvero interessante ed un onore per noi di SpaceNerd.it

Abbiamo analizzato ed elogiato il passato videoludico (personale di DadoBax e non), dichiarato le nostre idee sul presente e confidato le nostre previsioni/speranze, riguardo il futuro del nostro amato medium.

Augurando il meglio a Corrado, e sperando di riavere modo, prossimamente, di collaborare ancora, vi salutiamo e vi aspettiamo al prossimo articolo qui sul sito o sui social che trovate di seguito.

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Caporedattore di SpaceNerd.it. Videogiocatore fin dai 3 anni, cresciuto con Gameboy Color, Sega Master System e Playstation One. Legge di videogiochi fin dai tempi di "Giochi per il mio computer". La sua saga preferita è quella di "Prince of Persia", serie storica di Ubisoft, che lo ha legato in modo indissolubile dall'infanzia ad oggi al mondo videoludico. Altri suoi hobby ed interessi sono anime, la programmazione, musica e la tecnologia in generale.

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