Recensioni

The Hong Kong Massacre: un film d’azione da giocare

The Hong Kong Massacre

7.7

GAMEPLAY E LONGEVITÀ

7.0/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

8.0/10

COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO

8.0/10

Pros

  • Frenetico e divertente
  • Ottima grafica e audio

Cons

  • Poche modalità
  • Tearing e cutscene low-quality

Molti giochi nascono ormai con un impianto cinematografico, con una regia degna dei migliori film e resa grafica che rende davvero labile il confine tra poligoni e realtà, ma la vera sfida di VRESKI, promettente software house svedese, è stata il ricreare queste sensazioni con una camera fissa dall’alto.

Quando parliamo di The Hong Kong Massacre, è impossibile non tirare in ballo Hotline Miami, le cui meccaniche di gioco risultano davvero molto simili. Si presenta quindi come un classico twin-sticks shooter, che fa uso di entrambi gli analogici per muovere il personaggio e mirare a 360 gradi, dall’alto. Il tutto si rivela sin da subito essere molto frenetico, catapultando il giocatore in arene abbastanza ridotte nelle dimensioni ma grandi a sufficienza da contenere una ventina di nemici pronti a farti fuori. E proprio in queste situazioni estreme, viene in nostro soccorso quella che è la caratteristica chiave di The Hong Kong Massacre, ovvero lo Slow Motion. Con una barra d’energia limitata, ma che ricarica molto in fretta, possiamo decidere in ogni momento di rallentare il tempo e schivare la pioggia di proiettili nemica, magari nel contempo balzando attraverso una finestra con un doppio uzi.

Per la vita, invece, nessuna barra. Un singolo colpo e sei morto. Una caratteristica che sembrerebbe rendere l’intera esperienza frustrante, ma che, in realtà, offre uno stimolo aggiuntivo, e ad ogni tentativo si parte più spediti ed agguerriti di prima con il know-how maturato sulla posizione di ognuno dei nemici.

Se pensate però che The Hong Kong Massacre possa essere giocato come fosse Hotline Miami, vi sbagliate. I due giochi, seppur simili in tanti aspetti, si rivelano diametralmente opposti. Entrambi sono certamente frenetici, ma in The Hong Kong Massacre senza una buona strategia non arriverete molto lontano. E se da un lato (Hotline), abbiamo una grafica ad 8-bit e musica elettronica, qui la grafica è più realistica e cinematografica, con effetti visivi davvero piacevoli, ed una soundtrack ben più ‘tranquilla’, da gioco action.

Articoli che potrebbero interessarti

Ma non sono tutte rose e fiori. The Hong Kong Massacre è abbastanza longevo con i suoi 35 livelli, intervallati da alcune ‘Boss Fight‘, ma la ripetitività non tarda a farsi sentire, seppur di tanto in tanto siano introdotte sfide ulteriori come ad esempio i nemici corazzati, che richiedono ben due colpi per essere abbattuti. Avrei molto gradito qualche altra modalità di gioco oltre la campagna principale (con una storia, ahimè, blanda), come ad esempio una ‘survival mode’ a orde. Assenti anche coop ed online; specialmente la prima sarebbe stata un’aggiunta graditissima che avrebbe dato al titolo una profondità diversa.

Altro punto a sfavore, un davvero poco trascurabile tearing (almeno su PS4 Pro) ed una compressione eccessiva delle cutscenes di intermezzo (seppur poche e non molto rilevanti), ma entrambi i difetti possono tranquillamente essere risolti con una patch, e spero davvero lo siano.

The Hong Kong Massacre è disponibile dal 22 gennaio su PS4 e Steam ad un prezzo budget.

Seguici su tutti i nostri social!
CondividI
Fabio Staiano

Sono uno tra i tanti e soliti nerd appassionati di tech, videogames, serie tv e film. Odio la matematica e le diete.

Pubblicato da
Fabio Staiano
  • Articoli recenti

    Shin Megami Tensei, top 5 giochi da scoprire dopo Vengeance

    Introduzione a Shin Megami Tensei Nel ricchissimo panorama dei giochi di ruolo giapponesi, ce ne…

    % giorni fa

    Destiny 2, Stagione dei Desideri: fare un patto col destino!

    Ricordo come fosse ieri quando, nel 2020, pubblicai proprio qui, sulle pagine di Spacenerd, il…

    % giorni fa

    Furiosa: A Mad Max Saga, la recensione: Epica postapocalittica

    Furiosa: A Mad Max Saga, primo spinoff della serie di George MIller, racconta l'epopea del…

    % giorni fa

    Flintlock: The Siege of Dawn, l’anteprima

    Dark Souls ha definito e creato un sottogenere apprezzato e amato. Il punto che ci…

    % giorni fa

    Squisito!, la recensione: i sapori di un’Italia fantasy raccontati da Gianmarco Bonelli

    Non serve essere un avido lettore di Jundo: se avete aperto l'app e sfogliato fra…

    % giorni fa

    Love and Curse vol. 2, la recensione: il mappō di Aiko

    Questo mese è uscito il secondo volume di Love and Curse, una serie semi-autobiografica da…

    % giorni fa