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The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes: recensione in anteprima

Dopo aver fatto incetta di premi in giro per il mondo, The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes arriverà nelle sale italiane il 10, 11 e 12 giugno e in questi giorni, grazie a Plaion Pictures e Anime Factory, abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima questo attesissimo film.

The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes è un film anime uscito nel 2022 in Giappone, tratto dalla light novel di Mei Hachimoku, animato da Studio CLAP (Pompo: The Cinéphile) e diretto da Tomohisa Taguchi (Akudama Drive, Bleach: Thousand Year Blood War). Distribuito nel resto del mondo nel corso del 2023, il film tratto dall’opera di Hachimoku ha riscosso un discreto successo, portatosi a casa numerosi premi come il Paul Grimault Award al Festival di Annecy.

Prima di gustarcelo nelle sale per tre giorni a partire dal 10 giugno, andiamo a scoprire insieme quindi questo nuovo evento anime al cinema nella nostra anteprima, totalmente spoiler free!

The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes

Kaoru Touno è un classico studente del liceo. Tornando verso casa in una giornata piovosa incontra alla stazione di Kasaki una ragazza senza ombrello. Attirato dalla figura sconosciuta e con un ritardo di trenta minuti dovuto ad un’incidente tra un treno ed un cervo, Touno porge l’ombrello alla ragazza che scoprirà poi chiamarsi Anzu Hanashiro.

Dopo un salto temporale ci ritroviamo in estate quando la nuova studentessa arrivata da Tokyo nella classe di Touno è proprio Hanashiro. Lei è diffidente con gli altri ma si avvicinerà a Touno con la scusa di dovergli ridare l’ombrello prestato nel giorno del loro primo incontro.

Nel frattempo Touno, in una notte dopo aver litigato con il padre ubriaco, si ritrova in un tunnel. Il tunnel ricorda il tunnel di Urashima, una leggenda locale legata al folklore e alla cultura giapponese, secondo il quale all’interno è possibile trovare qualcosa che si desidera ardentemente.

Entrato nel tunnel Touno trova il suo vecchio pappagallino e le scarpe dell’amata sorellina scomparsa molti anni prima ma uscendo sconvolto da quel luogo mistico si accorge che è passata una settimana mentre a lui sono sembrati solo alcuni minuti.

Touno è deciso a trovare un modo per riportare in vita la sorella ma viene scoperto da Hanashiro, incuriosita dalla precedente scomparsa del ragazzo. I due allora decidono di formare un’alleanza per studiare insieme il tunnel e cercare un modo per realizzare i proprio obbiettivi.

Studiando ed incontrandosi per raggiungere il loro scopo, i due ragazzi si avvicineranno sempre di più, aprendosi e stringendo un rapporto molto forte per due tipi solitari come loro.

Un tunnel verso se stessi

La parabola del tunnel come luogo di passaggio angusto al cui termine la luce porta alla salvezza è estremamente diffusa nelle arti, nelle religioni e in ogni tipo di medium. Anche qui in The Tunnel to Summer la folkloristica storia che da vita a quel tunnel funge come mezzo per la crescita dei due ragazzi.

Il percorso di Touno e Hanashiro, prima di studio e poi di viaggio all’interno del tunnel è mezzo per la loro evoluzione e maturazione emotiva. Touno è solitario, vive una situazione familiare terribile e vede nel recupero della sorella l’unico mezzo per superare questo tragico momento. Analogamente Hanashiro è stata scacciata dai genitori ed è alla ricerca del talento per rimanere impressa nel mondo, proprio come voleva suo nonno.

Il tunnel quindi è mezzo di realizzazione dei propri desideri (almeno all’apparenza) ma anch’esso richiede un prezzo, legato alla sua natura sovrannaturale separata dal resto del mondo. E così anche i due ragazzi dovranno capire cosa fare, come affrontare la ricerca all’interno di questo spazio mistico e se ne vale davvero la pena, anche per due abbandonati come i nostri protagonisti.

Touno e Hanashino

Con un ambientazione e delle premesse del genere, pensare ai lavori di Makoto Shinkai è praticamente immediato. Già dal trailer infatti l’occhio sembrava strizzare a storia e stili narrativi già affrontati nelle ultime opere del famoso regista giapponese e questo, come ben sappiamo, comporta un mix di gioie e dolori. L’apparenza però a volte inganna e i nostri due protagonisti si sono rivelati una piacevole sorpresa nonostante le premesse titubanti con cui chi vi scrive aveva approcciato la visione.

Sia Touno che Hanashino sono due personaggi scritti abbastanza bene, dai quali emergono subito le difficoltà che li attanagliano e l’investimento emotivo nei loro confronti cresce nel corso della visione grazie ad un rapporto costruito in maniera genuina e piacevole anche se stravisto.

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I due sono una coppia molto più riuscita di tanti altre che hanno caratterizzato i film di Shinkai con i quali la mia mente era subito partita con il paragone. La pecca è forse la velocità con cui questo rapporto viene messo in scena, dovuta anche dalla durata del film non troppo lunga, che ci priva un po’ di quelle dinamiche del duo che dominano la parte centrale di Tunnel to Summer, di cui rimane un’impressione tutto sommato positiva ma poco innovativa.

L’altro paragone con le Shinkaiate è dettato all’aspetto misterioso e paranormale che fa sfondo alla storia. Il tunnel di Urashima, legato al folklore giapponese che tanto piace raccontare in questi film, è uno sfondo interessante e poetico al rapporto dei due protagonisti.

A differenza di altre opere infatti, il Tunnel non ha complessivi meccanismi dietro e non si prende troppo tempo narrativo a decantarne le sfaccettature con lunghi spiegoni ma si rende utile per la crescita e lo sviluppo delle personalità dei protagonisti.

The Tunnel to Summer, the Exit to Goodbyes rimane sostanzialmente un romance liceale classico ricco di stereotipi che non ha bisogno di accessivo mistero e sovrannaturale dietro se non per la folkloristica cornice nella quale la storia si inserisce.

Nel fare questo il film si stacca un po’ dal filone estremamente complesso e articolato tracciato dal re del genere Makoto Shinkai ma lo fa in maniera abbastanza vincente anche se poco originale. Avremmo preferito forse un filo di approfondimento in più ma l’aver evitato catastrofi meterologiche esageratamente drammatiche è già un aspetto positivo.

Comparto Tecnico

Per essere uno studio tutt’altro che gigantesco, CLAP ha svolto un’ottimo lavoro nella realizzazione di The Tunnel to Summer, the Exit to Goodbyes. Il character design è semplice ma funzionale (anche se veramente un po’ troppo visto) e la fotografia ci regala alcune scene davvero ben composte su uno scenario estivo della campagna giapponese meraviglioso.

Un plauso va anche alla colonna sonora, non molto varia ma davvero azzeccata con alcuni giri d’accordi di pianoforte davvero toccanti e un’ottima canzone dedicata alla pellicola “Finale” cantata da Eill.

La regia segue bene e racconta delicatamente l’evoluzione e la storia di Touno e Hanashiro ma risente un po’ del ritmo serrato della scrittura lasciandoci con una sensazione di corso, soprattutto nella seconda metà della pellicola.

Lato adattamento e doppiaggio italiano registriamo alcuni alti e bassi, con una prova a volte altalenante dei due protagonisti e qualche traduzione che siamo sicuri avrebbe suonato molto meglio in lingua originale (questa è la lingua però non possiamo fargliene una colpa).

Nel complesso comunque una trasposizione italiana piacevole, arrivata forse con un po’ troppo ritardo.

Un altro Romance Scolastico Sovrannaturale

Per essere precisi The Tunnel to Summer, the Exit to Goodbyes è senza dubbio l’ennesimo romance scolastico sovrannaturale, arricchito di elementi legati al folklore giapponese. Di film come questi ne abbiamo visti un’infinita ormai, soprattutto a seguito dell’esplosione di Your Name e Makoto Shinkai.

Tunnel to Summer però, nonostante per idee e realizzazione non risulta in alcun modo innovativo o geniale, per un’ora e mezza intrattiene e a tratti emoziona. I due protagonisti sono stereotipati ma facilmente amabili e empatizzabili, molto più di tanti altri visti in questo genere. Anche l’animazione risulta molto piacevole e alcuni scorci della campagna giapponese e rappresentazioni del tunnel di Urashima rubano davvero l’occhio durante la visione.

Nel complesso quindi The Tunnel to Summer, the Exit to Goodbyes non sarà un capolavoro che segna il genere ma è sicuramente una visione piacevole, caratterizzata da tutti quegli elementi che rendono vincente un film e che spiegano i riconoscimenti e il successo internazionale.

Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes
SCRITTURA
7.5
CAST
7.5
DIREZIONE ARTISTICA
8
REGIA
7.5
COMPARTO TECNICO
8
Pros
Bello da vedere con ottimi scenari e buona fotografia
Narrazione scorrevole e poco pesante
Ottima colonna sonora
Protagonisti amabili...
Cons
...che sanno di già visto
Concept e sviluppi tutt'altro che innovativi
Adattamento italiano altalenante
7.5
VOTO
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Matteo Tellurio

Nascere in un paesino umbro ti porta ad avere tanti hobby. Cresciuto tra console e computer, è da sempre amante di cinema, serie TV e musica, nella quale si diletta in maniera molto amatoriale. Anime e manga invece sono il pane quotidiano ma anche lo sport lo appassiona. Crede di aver visto ogni singola disciplina inserita dal CIO alle Olimpiadi.

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