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Queste Oscure Materie Stagione 3, la recensione: raccontagli delle storie

Queste Oscure Materie stagione 3

7.4

Comparto tecnico

8.0/10

Cast

7.5/10

Scrittura

7.0/10

Regia

7.5/10

Direzione artistica

7.0/10

Pros

  • Un finale di serie reso con l'epicità dovuta
  • Estrema fedeltà al romanzo nei momenti più importanti
  • Tematiche affrontate in maniera matura
  • Grandiosa colonna sonora

Cons

  • Primi episodi leggermente blandi

Con la terza stagione di Queste Oscure Materie si conclude la trilogia televisiva trasposizione della celeberrima omonima trilogia di romanzi fantasy di Philip Pullman. La serie TV più costosa della BBC ha ora il gravoso compito di trasporre il terzo volume della trilogia, Il Cannocchiale d’Ambra, in cui gli argomenti controversi trattati nei precedenti capitoli diventano più impellenti.

La battaglia per il multiverso

Lord Asriel sta mettendo in atto l’ultima fase del suo piano: radunare quanti più eserciti possibili provenienti da ogni angolo del multiverso per scagliare un colpo mortale all’Autorità, l’equivalente del suo universo di Dio, così da liberare l’umanità dal suo giogo. In molti cercheranno di fermarlo, primo fra tutti il glaciale Padre Hugh McPhail, ora a capo del Magisterium, il quale potrebbe aver trovato un modo per uccidere sia Asriel che Lyra.

Intanto Will Parry, aiutato dagli Angeli ribelli Balthamos e Baruch, cerca un modo per salvare Lyra, tenuta nascosta da sua madre, Marisa Coulter, la quale ha tradito sia il Magisterium sia Asriel, e ora si preoccupa soltanto di tenere al sicuro sua figlia. Infine, Mary Malone sta viaggiando per gli Universi alla ricerca del vero significato della Polvere.

La battaglia più importante di tutti gli universi sta per iniziare, tutti saranno portati a fare la propria parte. Chi tradirà, chi indurrà in tentazione, chi rimarrà delle proprie idee fino alla morte. In palio ci sarà ben più che la salvezza di centinaia di persone, ma il libero arbitrio.

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Lo specchio del predecessore

I problemi principali di quest’ultima stagione, per nostra fortuna, si possono intravedere solo nei primi tre episodi, e possono essere riassunti con un problema di scrittura svogliata. Non per forza superficiale, ma per nulla consona ad un finale con così alte aspettative. Ciò rende questa stagione speculare alla precedente: se quest’ultima ha avuto un ottimo inizio ma una seconda metà deludente, la stagione finale è iniziata in modo mediocre ma si è conclusa nel modo più spettacolare e, per gioia dei lettori, rispettoso nei riguardi del romanzo, che si potesse sperare.

Innanzitutto la missione di Asriel di ricercare un comandante adatto al suo esercito viene tirata troppo per le lunghe, sacrificando l’approfondimento di altri personaggi che compongono le sue file decisamente più importanti, quali Xaphania. In secondo luogo, il modo in cui Marisa Coulter, per proteggere Lyra, complotta contro McPhail è reso fin troppo facile per lei.

Infine è alquanto deludente la messa in scena di uno specifico Regno in cui si dirigono Lyra e Will, qualcosa che dovrebbe essere demoralizzante diventa grottesco, in uno stile quasi più consono a una parodia rispetto ad una storia poetica. In alcuni momenti ci si verrebbe da chiedere “Ma sto guardando Queste Oscure Materie o Buona Apocalisse a Tutti?”. Non si parla di fedeltà verso i libri, ma di mantenere il tono di una serie.

Tuttavia, come detto prima, per ottenere soddisfazione gli spettatori dovranno attendere solo fino al quarto episodio, poiché da quel momento non solo vi sarà un radicale cambio di stile, più cupo e pressante rispetto alle precedenti puntate, ma una maggiore fedeltà ai romanzi. C’è da chiedersi perché Jack Thorne abbia deciso di impegnarsi solo da metà serie, mentre nella seconda stagione ha fatto il contrario.

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Genitori e figli

Oltre al rapporto tra Lyra e Will e il modo in cui l’amore tra i due verrà approfondito, protagonista della serie è la dicotomia tra i genitori della Nuova Eva: Marisa Coulter e Lord Asriel, interpretati magistralmente da Ruth Wilson e James McAvoy. Sin dalla prima stagione ci viene mostrato come queste due non siano assolutamente personaggi con cui empatizzare, o almeno non da giustificare: lei ha sacrificato decine di bambini al Magisterium per la sua avversione alla Polvere, lui ha ucciso il migliore amico di sua figlia per il suo egoistico desiderio di rivalsa.

Tuttavia, in questa stagione queste due visioni si scontreranno finalmente l’una con l’altra, sempre più man mano che ci si avvicina agli ultimi episodi, per poi sgretolarsi nell’impatto: Marisa imparerà che tutta la sua visione sul mondo e sulla religione è errata, Asriel imparerà ad amare la sua famiglia e a compiere ciò che fa non per suo volere, ma per il bene di coloro che ama.

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È innegabile che l’anima più sporca tra i due sia quella di Marisa, come la definisce uno dei personaggi più importanti della serie, “un pozzo nero di sozzura morale”, ma è proprio confrontandosi con questo vuoto che Asriel comprende i suoi errori. Serve qualcuno che rasenti l’irredimibile per salvare uno come lui. Inutile negarlo, per quanto opposti, sono fatti l’uno per l’altra.

Dal libro alla serie

Come detto prima, la fedeltà all’ultimo romanzo è innegabile, e diventa sempre maggiore man mano che si prosegue la visione. Ma la serie non si ferma solo a mostrare le scene come vengono descritte su carta: tematiche che si temevano non si sarebbero mostrate vengono invece rese più importanti, come l’amore tra Balthamos e Baruch, le citazioni alla Divina Commedia e a Paradiso Perduto, o alla Morte di Dio.

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Per fare ciò, naturalmente diversi momenti differiranno dalla loro controparte cartacea, come la dipartita dell’antagonista principale, resa in maniera “visivamente” più spettacolare, ma non meno filosofica. Oppure la “storia” raccontata da Mary Malone, la quale modifica un tratto del personaggio che tuttavia non lo snatura né risulta innaturale.

Saranno presenti e rese quanto più fedeli possibili le scene e le frasi più importanti, come la celebre “Raccontagli delle storie”, con ogni probabilità la morale più importante che Philip Pullman voleva trasmettere con la sua trilogia. Perché sono le storie che salvano i mondi, più degli eserciti e delle vittorie in battaglia. Avvenimenti che ci ispirano ad andare avanti verso il futuro. Tu devi è presto dimenticato, c’era una volta durerà per sempre”.

Dare vita all’epico

Dal lato tecnico siamo davanti alla stagione meglio riuscita. Si nota che Jack Thorne ha voluto riservare il meglio per ultimo, sia narrativamente sia visivamente.

La computer grafica risulta eccelsa, soprattutto quando si vogliono mostrare creature “extrauniversali” come i Mulefa incontrati da Mary o le Arpie. Certo, con alcune si utilizza l’escamotage di girare le scene al buio per non far notare troppo al pubblico la “finzione”, ma con altre scene girate in piena luce non risultano effetti troppo nebulosi.

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La regia abbraccia ambienti più ampi, facendoci capire il “peso” reale di tutti questi universi e dandoci un senso più epico, accompagnato dalla clamorosa colonna sonora di Lorne Balfe.

Ma questa è un’altra storia…

Come finale di serie, oltre che di stagione, Queste Oscure Materie ci dona quello che speravamo, sia come spettatori che come lettori: discorsi importanti e impellenti sull’umanità, l’amore, la fede e la libertà. Su cosa sia importante sacrificare per raggiungere un’altra e su come possiamo scegliere noi quale strada prendere.

Dato ciò che ci fa intendere il finale, con molte probabilità vedremo trasposta anche la trilogia prequel-sequel Il Libro della Polvere. E se questa è la qualità con cui potremmo vederla trasposta, allora non abbiamo bisogno di alcun Aletiometro per sapere se ci piacerà o meno.

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Veoneladraal

Fin da bambino sono sempre stato appassionato di due cose: i romanzi fantasy e il cinema, passioni che ho coltivato nel mio percorso universitario, laureandomi al DAMS Crescendo hoi mparato a coltivare gli amori per i videogiochi, i fumetti e ogni altra forma di cultura popolare. Ho scritto per magazine quali Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, e ora è il turno di SpaceNerd di sorbirsi la mia persona! Sono un laureato alla facoltà DAMS di Torino, con tesi su American Gods e sono in procinto di perseguire il master in Cinema, Arte e Musica.

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