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“È un aereo…” – Possiamo ancora credere in Superman?

Pubblicato

il

È un aereo...

8.3

SCENEGGIATURA

8.5/10

DISEGNI

8.0/10

CURA EDITORIALE

8.5/10

Pros

  • La capacità di Seagle di trasformare una trama drammatica facilona in un inno alla vita e alla speranza avulso da qualsivoglia retorica
  • L'aver sviscerato i numerosi aspetti di un'icona del fumetto traendone una nuova chiave di lettura
  • L'arte peculiare di Kristiansen, le cui suggestioni tipicamente indie vengono supportate da una tecnica da manuale
  • La facile fruizione e comprensione per chi non è appassionato dei fumetti di supereroi DC

Cons

  • Alcune vignette leggermente più "sbavate" delle arte

Chi è Superman? Cosa caratterizza le sue storie? E’ davvero così inverosimile, banale o superiore ad un comune essere umano da impedire a chiunque di immedesimarsi davvero in lui?

A queste domande, lo sceneggiatore Steven T. Seagle e il disegnatore Teddy Kristiansen hanno dato risposta nel graphic novel È un aereo… (It’s a bird, in originale; in italiano è stato tradotto diversamente) pubblicato in patria nel 2004 sotto l’etichetta Vertigo della DC Comics ed edito in italia da RW Lion.

La storia, parzialmente autobiografica, non vede però mai comparire fisicamente il supereroe creato da Jerry Siegel e Joe Shuster, la cui figura aleggia nella mente del vero protagonista, Steven, alter-ego dello sceneggiatore. Quest’ultimo è un cartoonist a cui il proprio editore ha deciso di regalare l’occasione della vita: scrivere e disegnare le avventure di Superman. Solo che lui non vuole farlo.

Il protagonista ha infatti un brutto rapporto con l’Uomo d’acciaio, sia in quanto autore intimista le cui opere vivono di un certo realismo e complessità (in contrasto, quindi, con le trame e le caratterizzazioni basilari dei fumetti di supereroi), sia perché il personaggio è legato ad un evento del suo passato profondamente traumatico tornato di recente a perseguitare lui e tutta la sua famiglia.

Per l’intera durata del volume, assisteremo ad un continuo girovagare del protagonista, in cerca della propria stabilità emotiva e di idee che possano conciliare la sua indole con quella del più grande supereroe di sempre, con il quale sembra non avere nulla in comune.

I problemi lavorativi s’intrecciano a quelli personali, alimentando la distanza tra la concretezza delle difficoltà quotidiane e la vita rosea e senza preoccupazione della finzione fumettistica. Ogni volta che Steven annota una nuova idea sul suo fedele taccuino, questa non fa che alimentare l’astio e la frustrazione che lo porta ad odiare naturalmente l’azzurrone.

Superman risolve i suoi problemi menando le mani (e per questo viene accusato da Steven, non proprio a torto, di essere un fascista che impone la sua visione delle cose con la forza bruta), la sua morale e bontà sono salde e inattaccabili, è fisicamente perfetto, la sua vita privata e lavorativa va alla grande, è invincibile e capace di qualunque prodezza. Tutte cose che Steven non è e che, per ovvie ragioni, non potrebbe mai essere, le quali alimentano la sua voglia di trovare ulteriori giustificazioni per non lavorare alle sue storie.

Al rapporto tra il protagonista e Superman, se ne aggiungono man mano altri. In primis, quello con la famiglia, incentrato sull’astio covato nei confronti del fratello e l’omertà dei genitori, i quali hanno nascosto ai figli un segreto che ha portato allo sgretolamento della famiglia. Tale segreto costituisce il pilastro attorno al quale ruota l’intera personalità di Steven, essendo questo fautore del trauma che ha innescato la sua avversione per Superman, il cui superamento porterà alla riconciliazione con quest’ultimo.

Il perdono, l’accettazione di sé stessi e dell’inevitabile, il coraggio di chiedere aiuto e confessare i propri problemi – anche attraverso l’arte – e il vivere la vita appieno nonostante l’incertezza del domani, sono solo alcuni dei motivi che rendono È un aereo… un romanzo grafico che non ha niente da invidiare all’Ulisse di James Joyce (del quale riprende vagamente la struttura e il concetto di flusso di coscienza) oltre che un grandissimo atto d’amore nei confronti della professione creativa e di un personaggio, quello di Superman, che dopo decenni riesce ancora a dare speranza con la sua positività e la sue tenacia.

Questa quantità di contenuti apparentemente pesanti viene trasposta perfettamente da Steven T. Seagle attraverso una scrittura piacevolmente asciutta che non rinuncia ad alcuni divertenti virtuosismi, come la costante rottura della quarta parete da parte del protagonista, o la sapiente alternanza tra le analisi di Superman compiute dal personaggio di Steven sottoforma di appunti e la vicenda vera e propria, la cui alternanza è gestita con una tecnica eccellente, non pesando affatto sulla scorrevolezza dei dialoghi e della trama in sé.

La fruibilità dei testi e dei sotto-testi risulta facilitata anche ad un pubblico di non appassionati, innalzando notevolmente la godibilità di una lettura che vuole essere universalmente apprezzabile e veicolo di forti emozioni, nonché priva di facile retorica, raggiungendo pienamente l’obiettivo in un finale catartico e metanarrativo capace persino di commuovere.

Teddy Kristiansen con i suoi disegni è riuscito a trasmettere perfettamente le emozioni insite in ogni riga di testo. Il suo stile minimale fatto di linee sottili e di una colorazione impressionista che dona ad ogni tavola un sentore di evanescenza. Il pallore dei soggetti ordinari cozza prepotentemente con i colori accesi delle riviste a fumetti, andando ad enfatizzare l’apparente inconciliabilità tra la realtà e la fantasia.

La pulizia del suo tratto enfatizza l’abilità dell’artista di far recitare al meglio i suoi personaggi che, salvo alcune sbavature, trasmettono un’intensità e una naturalezza di emozioni tale da rendere impossibile non empatizzare per loro.

La costruzione della tavola risulta, nella sua schematicità, incredibilmente raffinata, grazie anche ad un abile utilizzo degli stacchi, i quali alleggeriscono ulteriormente il ritmo già fluidissimo della narrazione.

È un aereo… è un graphic novel meravigliosamente sperimentale che merita di essere riscoperto ed elogiato come uno dei migliori prodotti della storia della DC Comics.  La sua potenza e il genuino amore per il medium fumetto è palpabile in ogni vignetta, ammaliando e trascinando il lettore alla scoperta di un modo diverso, più intimo, di concepire i supereroi, specialmente in virtù della massiccia (e superficiale) diffusione che hanno avuto negli ultimi tempi.

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Per lungo tempo ha cercato il proprio linguaggio ideale, trovandolo infine nei libri e nei fumetti. Cominciò quindi a leggerli e studiarli avidamente, per poi parlarne sul web. Nonostante tutto, è ancora molto legato agli amici "Cinema" e "Serie TV", che continua a vedere sporadicamente.

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